Rimedi efficaci per curare le ragadi

curare le ragadi

Le ragadi consistono in ulcerazioni che si formano sulla zona anale. Le ragadi in genere non sono più lunghe di qualche millimetro, e sono piccole ferite che possono causare forte fastidio e grande dolore.

Si parla di ragadi croniche laddove dopo sei-otto settimane non siano ancora guarite, anche se in generale hanno prognosi buona e si risolvono da sole. Possono colpire tutti, anche i neonati, ma in genere sono conseguenza di diarrea o al contrario stitichezza, di alcune malattie.

Il 90% ed oltre delle ragadi si forma nella zona posteriore dell’anno e sono indice di altre malattie che le possono scatenare. Fra i sintomi delle ragadi anali ricordiamo il dolore molto forte, la sensazione di bruciore, la difficoltà ad evacuare a causa di queste piccole ferite, la presenza di sangue rosso vivo nelle feci. In genere le ragadi sono visibili ad occhio nudo. Ma come curare le ragadi?

Se il dolore persiste durante l’evacuazione o se ci sono sintomi come sangue nelle feci, l’unica soluzione ragionevole è chiamare un medico e chiedere una diagnosi accurata, per valutare se si tratti di ragadi o di emorroidi.

Il modo migliore per curare le ragadi è deciso dal medico a seconda dello stadio delle ragadi e della gravità della situazione. In alcuni casi l’approccio immediato richiede i farmaci di diverso tipo, come:

  • lassativi: utili per rendere le feci morbide e quindi diminuire il dolore dell’evacuazione, evitare la stipsi e il peggioramento delle ferite;
  • unguenti: servono per trattare in zona le ragadi, contengono principi attivi per il rilassamento dello sfintere, o anestetici;
  • antidolorifici: possono essere utili per ridurre il dolore, se il fastidio è molto forte;
  • tossina botulinica: viene somministrata di rado perché è un rimedio molto recente. Si tratta di un’iniezione che causa una paralisi lieve dello sfintere e quindi riduce il dolore, favorendo la cicatrizzazione delle ragadi anali.

L’approccio chirurgico per la cura delle ragadi anali invece viene riservato solamente ai pazienti che non abbiano avuto miglioramenti in seguito al trattamento topico o a quello conservativo.

L’intervento chirurgico prevede la dilatazione del tratto anale e la sfinterotomia laterale. Il risultato è quello che gli spasmi causati dalle ferite vengono ridotti, la circolazione del sangue torna ad essere regolare nella zona anale, favorendo la cicatrizzazione dei tessuti.

L’intervento chirurgico è spesso necessario quando si teme che le ragadi anali possano causare incontinenza.

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Importante per curare le ragadi è anche cercare di cambiare stile di vita. La prevenzione è fondamentale, e una volta che si sviluppino questi fastidiosi tagli, bisogna ricordarsi di bere tanta acqua, di fare attività fisica regolare per migliorare il movimento intestinale, di consumare molte fibre per evitare la stipsi, di usare lassativi o integratori di fibra ma solamente laddove il dottore ne abbia dato indicazione.

Per trattare la zona è possibile fare impacchi tiepidi più volte al giorno per rilassare la muscolatura dell’ano. Gli impacchi devono essere fatti con acqua tiepida, non bollente ed essere applicati per 10-15 minuti, e seguiti da accuratissima asciugatura delle zone colpite dalle ragadi.

pic@Pixabay

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